Ferro da cavallo

Horseshoe… a symbol of tradition

 

I ferri di cavallo sono considerati i più universali tra i portafortuna. Secondo la tradizione comune, se un ferro di cavallo viene appeso ad una porta con le estremità volte in alto, allora porta fortuna, ma se le estremità puntano verso il basso, anziché la buona sorte, sarà la sfortuna a bussare alla nostra porta. Le tradizioni popolari poi differiscono tra di loro per alcuni particolari, ad esempio se i ferri debbano essere nuovi o usati, trovati o acquistati, oppure se possano essere toccati o meno.

 

Scendendo poi ulteriormente nei dettagli, osserviamo che secondo alcuni miti, qualsiasi effetto benefico o dannoso può interessare solo il proprietario del ferro di cavallo, e non la persona che se lo appende sulla porta. Quindi, se un ferro viene rubato, o semplicemente trovato, sarà il proprietario, e non la persona che l’ha trovato o rubato, a ricevere la buona o la cattiva sorte. Altre tradizioni invece richiedono che il ferro debba essere stato trovato per caso al fine di essere efficace.

 

Il Ferro di cavallo e la Fortuna.

 

Due vagabondi camminavano per strada. Era una giornata estiva ed il sole era rovente. In quel dato giorno si decise la fortuna di uno di loro. Erano stanchi e snervati e nel bel mezzo della strada, fra il polverone luccicava qualcosa.

 

Horseshoe

“Toh!”, disse uno dei vagabondi, “un ferro di cavallo”! Possiamo raccoglierlo”.

 

“Fosse anche un gioiello non mi piegherei: fa troppo caldo e sono troppo stanco”, rispose l’altro e proseguì.

 

“Gran fatica!”, riprese il primo, “io non lo lascio di certo”. Si curvò: lo raccolse e se lo mise in tasca. Al primo paese che incontrò si recò da un ferravecchio e gli vendette l’oggetto. Il ricavato servì per acquistare qualche metro di fettuccia ed alcune cartine di spilli. Con quella poca merce andò in giro, non più come vagabondo, ma come venditore ambulante……. La sua chincaglieria fu acquistata. Con quel primo suo guadagno se ne procurò dell’altra, e così via via sino a che, col trascorrere degli anni, divenne proprietario di un bel fornito negozio che in poco tempo lo arricchì. L’altro compagno non smise mai l’ozioso vagabondaggio. Invecchiato, lacero, affamato si recava spesso dal suo fortunato compagno, chiedendogli l’elemosina. Egli non gliela rifiutava, e poiché provava compassione era generoso. Però invece di consegnargli in mano le monete le lasciava cadere in terra, affinché il vagabondo si curvasse per raccattarle. Poi un giorno gli disse: ”Non credere che io agisca così in segno di disprezzo. Voglio solo dimostrarti che se quel giorno tu ti fossi degnato, come ho fatto io, di prendere in considerazione un umile ferro di cavallo, e ti fossi curvato a raccoglierlo come fai ora di queste monete, non ti troveresti in così misera condizione, e non saresti costretto a piegarti e ad umiliarti per avere ciò che ti è necessario per toglierti la fame”. E qui finì la novelletta. La credenza che il ferro di cavallo porti fortuna a chi lo trova e lo raccoglie è diffusa ovunque, ad ogni modo la fantasia popolare ha voluto dare, con questa vecchia narrazione, a tale credenza un perché ed una ragione.

 

Tratto da L’insidia del Meriggio di Virginia Majoli Faccio. Edizioni ieri e oggi.

 

Etimologia del ferro di cavallo.

 

foto n.2

Il Ferro di cavallo è forse il più comune tra i portafortuna. L’origine della credenza dei poteri sovrannaturali di questo oggetto, proviene dall’antica leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che diventò arcivescovo di Canterbury nell’anno 959. San Dunstan era un fabbro talmente bravo che un giorno, il diavolo stesso, gli chiese di ferrare il suo cavallo ma il fabbro, inchiodò il ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo, causando al maligno un atroce dolore ogni volta che poggiava lo zoccolo a terra. Per placare il suo dolore, il demone promise a San Dunstan di risparmiare dalle sue maledizioni tutte le case che recassero un ferro di cavallo affisso alla porta. Per questo ancora oggi si pensa che il ferro di cavallo sia capace di allontanare gli spiriti maligni.

 

Altre fonti ritengono che l’origine del ferro di cavallo come porta fortuna e scaccia malocchio, sia dovuta alla sua forma similare a quella dell’apparato genitale femminile. Si credeva infatti che il malocchio e il maligno, potessero facilmente essere distratti da una tentazione sessuale e, così facendo, non s’interessassero più di entrare nella casa davanti alla quale fosse esposto o, ai possessori di tale oggetto.

 

Nel medioevo, sulle facciate delle chiese e sui loro portoni, si trovavano assai di frequente, bassorilievi raffiguranti genitali femminili molto espliciti, proprio con lo scopo di catturare l’attenzione di demoni e non far entrare spiriti maligni. Molte di queste incisioni troppo esplicite furono rimosse nel tempo.

 

Ferro di Cavallo nella…medicina???

 

Il ferro di cavallo è uno degli amuleti più potenti e di conseguenza uno dei più conosciuti e dei più efficaci. La sua popolarità proviene indubbiamente dalla sua forma e dal fatto che il ferro è il metallo più attivo contro il malocchio. Le origini sulla credenza delle sue proprietà come amuleto si possono ricondurre a due elementi: la forma a mezzaluna, simbolo di Iside, ed il metallo (ferro) con cui è prodotto. In molte culture, il ferro è considerato un metallo magico, in grado di allontanare la sfortuna e il malocchio. Il suo potere è tale che, una volta, quando si voleva cacciare una strega da una regione, si gettava un ferro di cavallo nel fuoco, giacché si pensava che il calore sprigionato, avesse la capacità di allontanare gli spiriti maligni.

 

La sua forma ricordava la “C” di Cristo e spesso i medici, lo utilizzavano addirittura come strumento di guarigione, seguendo una mentalità pervasa di religiosità e superstizione. Fiocchi rossi, peperoncini, peperoni, spighe e altri simboli portafortuna e di abbondanza ne accentuano, tuttora, il valore di “scacciaguai”.

 

Gli antichi romani usavano il ferro di cavallo come amuleto per difendersi dalla peste e, nel Medioevo, veniva addirittura usato dai medici come mezzo di guarigione. Oggi il ferro di cavallo è utilizzato in tutto il mondo come talismano contro il malocchio, con l’unica avvertenza di appenderlo con le punte rivolte in alto.

 

Tradizioni familiari e credenze popolari.

 

La credenza nella stregoneria era assai diffusa negli anni passati e tutt’oggi non è affatto defunta tanto che in molti villaggi, viene considerata uno dei pericoli segreti cui tutte le case sono più o meno esposte. Allo scopo di contrattaccare le supposte influenze dannose di questo potere maligno, troviamo diversi strumenti e, secondo un’idea diffusa, una delle migliori protezioni è un ferro di cavallo inchiodato alla soglia. La ragione risiede nel fatto che si dice che Marte, il Dio della guerra, fosse nemico di Saturno il quale, secondo un’idea medioevale, era il sovrano delle streghe. Si dice pertanto che gli strumenti di ferro tengano lontano le streghe, una credenza già in auge presso i Romani, i quali piantavano chiodi nei muri delle loro case, come antidoto contro la peste. Ferri di cavallo erano presenti in grosse birrerie di Londra e, non di rado, nascevano animate discussioni, se fosse più efficace che il ferro fosse inchiodato dietro alla porta o sopra il primo gradino. Entrambe le posizioni avevano i propri sostenitori, che raccontavano di aver vissuto loro stessi, esempi di straordinaria fortuna.

HorseshoeHorseshoe

 

Il Ferro di Cavallo Irlandese.

 

In Irlanda, il classico porta fortuna del mondo contadino, in occasione del rito del matrimonio, diventa così piccolo, da cucirsi all’interno dell’abito da sposa, nascosto nel “bouchet” o come ciondolo da indossare… ovviamente con la U rivolta in alto per attirare la fortuna!

 

Per i Celti il ferro è il sangue della terra ed ha sempre avuto un significato magico, un metallo porta fortuna, perché la forza del ferro poteva contrastare gli spiriti che volevano fare del male; il potere del ferro o la sua magia era tale che riusciva a distruggere il male o allontanare gli spiriti, facendoli ritornare nel loro mondo.

 

Il ferro è diventato così un talismano potente che protegge la casa non lasciando entrare le forze del male, né il popolo delle fate. Con la conversione nel Cristianesimo la fede nel potere del ferro si estese sugli spiriti dei morti, demoni e diavoli.

 

Per impedire l’invidia del mondo fatato o oscuro, che potrebbe anche portare al rapimento della promessa sposa nel momento delle nozze, basta quindi indossare un ferro di cavallo.
HorseshoeNiels Bohr, fisico danese Premio Nobel nel 922, possedeva una casa di campagna dove si recava per riposarsi e, sulla porta di questa casa, aveva appeso un ferro di cavallo. Un giorno un amico  gli chiese se per caso credesse davvero alla storia dei ferri di cavallo che portano fortuna. “Naturalmente no”, rispose Bohr, “ma mi hanno detto che portano fortuna anche a chi non ci crede!”. Nel Lancashire, dove le credenze erano assai in voga, la brava massaia doveva mettere un ferro bollente nella panna durante il processo di montatura a burro allo scopo di espellere la strega dalla zangola….

 

A quando risale la nascita della tradizione relativa al ferro di cavallo?

 

Rimonterebbe alla civiltà precristiane del nostro continente, all’inizio di quella di Hallstatt, o ancora più indietro, allorché il ferro, recentemente scoperto, era stimato da più del rame, l’oro e l’argento? Oppure bisogna attribuirla al primo millennio della nostra era quando Wode, demone dei morti e del campo di battaglia, veniva a vedere i suoi amici per il loro bene (o il loro male)? (Non ci è stato mai detto che il suo cavallo abbia perduto un ferro).

 

La leggenda cristiana del ritrovamento di un ferro di cavallo, rinnovata da Goethe sul tono e alla maniera di Hans Sachs, il maestro cantore, vi avrà avuto parte? Ed oggigiorno? Il ritrovamento di un ferro di cavallo è tuttora considerato di buon auspicio, ma non sappiamo più perché. Ci crediamo ancora, ma siamo incapaci di dire in quale momento sia nata questa credenza.

 

Non possiamo neanche precisare in quale paese e in seno a quale popolo nacque. Sarà stato nella tribù che per prima riuscì a fondere e ad utilizzare il ferro e, di conseguenza, gli attribuì un valore più grande che alla selce, al rame o al bronzo? Oppure in un paese dove il ferro era introvabile, e lo si barattava con l’oro o l’ambra? Ogni ipotesi può appoggiarsi su ragioni valide. Il problema si pone allo stesso modo quando si tratta di sapere in che epoca e in che posto si credette che le stelle possiedono una potestà. Per cercare di risolverlo, dovremo elaborare un metodo sicuro.

 

L’Astrologia- Edizioni Mediterranee- (Will-Erich Peuckert). 

 

Dal più classico “cornetto” al più stravagante “oggetto o gesto scaramantico”, chi di noi può affermare serenamente di non aver mai portato con sé un oggetto portafortuna o, di non aver compiuto un gesto scaramantico, almeno una volta nella vita, per propiziarsi la buona sorte o come aiuto per la vita di tutti i giorni?

 

Amuleti e Talismani.

 

ferrocavallo6“Una superstizione dura più di una religioneThéophile Gautier.

 

Amuleti e talismani, nella convinzione popolare hanno la funzione di proteggere dal male, di attirare la fortuna o di far succedere un evento particolarmente desiderato. Sono comuni a tutte le culture della nostra civiltà, oggetti antichissimi, il cui uso si perde nella notte dei tempi.

 

Lo scrittore antico Plinio il Giovane, definisce “amuleto” un oggetto raccolto in natura oppure realizzato a mano, volto a preservare il proprietario da pericoli, dolori e rischi causati dagli spiriti maligni. Protegge chi lo indossa dalle malattie, dalle maledizioni e da altre forze pericolose.

 

Il “talismano” è invece un portafortuna, ha il compito di attirare le energie positive oppure di ampliare la sfera del bene già esistente: benessere, salute e successo professionale.

 

Comunque il ferro di cavallo se appeso alla parete, o da qualche altra parte, per funzionare deve avere sempre le estremità rivolte verso l’alto. Toccarlo porta fortuna e ricchezze, ma non dev’essere nuovo, bensì appartenuto e perso dal quadrupede. Si dice che se proviene dagli zoccoli posteriori, porti sfortuna: “Ferru davanti a casa va avanti, ferru d’arréri a casa va d’arréri” (Pitrè).

 

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Gli egizi lo consideravano un portafortuna, per la sua somiglianza alla mezzaluna, il simbolo di Iside mentre i cinesi, ne vedevano la somiglianza al corpo curvato di Nagendra, il serpente sacro.

 

Nell’esercito romano le truppe marciavano a piedi e solo gli ufficiali andavano a cavallo per cui, la perdita di un ferro da zoccolo causava una sosta, con il conseguente bramato riposo per le truppe. Rubare o trovare ferri di cavallo era così diventato un gioco tra i soldati e chi ne trovava di più era il vincitore, e quindi il più fortunato mentre per i turchi, il ferro di cavallo, ricordava la mezzaluna, simbolo di fertilità e fortuna.

 

Propiziatorio di energie positive, il ferro di cavallo è utilizzato da tempo, per il suo significato extrasensoriale. La credenza collettiva su questo oggetto, affonda le sue radici nell’antichità ed è legata ai rapporti tra contadini e cavalieri. I primi erano molto poveri e, allorché dalle loro misere dimore vedevano sfrecciare i cavalieri avvolti nei loro splendidi mantelli, equipaggiati di speroni e corazza, speravano che il cavallo del cavaliere perdesse un ferro. Allora il cavaliere era costretto a fermarsi e il contadino poteva dargli una mano e rimediare così qualche moneta in cambio dell’aiuto prestato. Il guadagno economico rapido e facile ottenuto dai contadini con questa pratica, ha diffuso la credenza che trovare un ferro di cavallo e tenerlo in casa porti fortuna. Chi infatti lo troverà per caso, ne trarrà ottimi auspici. Porta fortuna è anche il ferro di cavallo ricevuto in regalo, provvisto di chiodi, meglio se dispari. Anche il numero dei fori che circondano il ferro, se è cospicuo, porta bene.

 

Toccare ferro protegge contro la iettatura e i presagi negativi e, più in generale, tutela chi si sente in pericolo. Nell’antica Roma, nel posto in cui cadeva un epilettico si infiggeva un chiodo di ferro. Plinio, come rimedio contro il singhiozzo, consigliava di toccare un ferro di cavallo. Era vietato usare chiodi o utensili di ferro nella costruzione del tempio di Gerusalemme. Il ferro di cavallo, appeso allo stipite della porta, protegge la casa dalla sfortuna: ma soltanto con i bracci all’ingiù.

 

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Il ferro di cavallo veniva messo al collo delle partorienti per favorire le doglie.

 

Secondo la tradizione popolare, è utile nella cura dei morsi di cani rabbiosi e contro il veleno dei serpenti. Stonehenge, località inglese a nord di Salisbury, è una costruzione antecedente al II millennio avanti Cristo, orientata astronomicamente e destinata al culto solare. Il monumento megalitico è formato da un cerchio di trenta monoliti, alti quattro metri, che racchiudono cinque triliti disposti a…ferro di cavallo.

 

Cosa significa sognare un ferro di cavallo?

 

Per avere interazione o incontrare o per vedere un ferro di cavallo, quando si sta sognando si erge a simbolo e segno per fortuna e successo nelle ambizioni e aspirazioni. Può anche indicare un matrimonio o un rapporto speciale in un prossimo futuro. Tutta l’energia che si sta mettendo in un compito, progetto, piano o programma …Se il ferro di cavallo è rivolto verso il basso, ha il significato opposto ed è considerato sfortunato.

 

Il pensiero di Jung.

Secondo Jung, il celebre psicanalista che ha esplorato a lungo le parti più profonde del nostro inconscio, i casi fortunati appartengono alle sincronie, ovvero ad avvenimenti apparentemente indipendenti tra loro che si verificano contemporaneamente e sono legati da un significato.

 

Se un nostro amico ci parla di un viaggio nel deserto, il mitico film Laurence d’Arabia viene trasmesso alla televisione, e facendo la spesa troviamo degli asciugamani da spiaggia con disegnati dei dromedari…vuol dire che ci ritroviamo immersi nelle sincronie!!!

 

Tra la massa di informazioni che riceviamo dall’esterno, la vita attira la nostra attenzione su quelle importanti. Negli anni ’50 lo psicoanalista, insieme al fisico Wolfgang Pauli, valutò la possibilità dell’esistenza di uno spazio-tempo spirituale alternativo a quello materiale ed estraneo alle leggi della causalità.

 

Una questione di intuizione

 

A cosa serve il caso? È una strategia necessaria per la vita e serve a far emergere una nuova priorità. Grazie alla sorpresa dovuta a un avvenimento improbabile, a un incontro, una serie di coincidenze, avremo l’occasione di rimetterci in moto in un momento della nostra vita in cui ci sentiamo schiacciato dagli impegni o sul punto di cadere in una sorta di grigia routine. In realtà, le coincidenze non sono poi così rare: per poterne approfittare occorre saperle riconoscere e quindi imparare a osservare il mondo che ci circonda, disfarsi dell’eccesso di razionalità e sviluppare la facoltà intuitiva.

 

Secondo il principio di causa-effetto, i fenomeni non possiedono precise finalità, sono connessi nello stesso spazio e dalla stessa origine, ma si materializzano in momenti diversi; al contrario, gli eventi sincronici, alla stregua dei processi inconsci, sono contemporanei e legati da significati complessi, condividono il fine ma non la causa.

 

“L’insistenza sulla chiarezza a tutti i costi è basata su pura superstizione circa il modo in cui funziona l’intelligenza umana.”   ALFRED NORTH WHITEHEAD.

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