Plants are intelligent

a cura di Maurizio Platone

 

Le piante non sono stupide, avete mai visto un’edera avvinghiarsi a un cactus? 

 

Un fatto incredibile.

 

Due piantine di Dracena poste una di fianco all’altra su di un tavolo. Una persona entra nella stanza e si avvicina ad una delle due piantine, ne afferra una e la sradica commettendo un…omicidio vegetale! Dopo questo misfatto la piantina superstite viene collegata ad un poligrafo o “macchina della verità”, di quelle utilizzate dalla CIA nei test della verità e, nella stessa stanza dove si è svolto il misfatto, vengono fatte entrare una dopo l’altra, cinque persone.

 

Backster, l’agente dell’F.B.I. che compì l’esperimento, si accorse che la pianta reagiva inspiegabilmente alla presenza della persona che aveva precedentemente “ucciso” l’altra pianta. Tale reazione fu interpretata come espressione di “paura”.

 

Siccome sembra che la pianta di dracena ricordasse l’identità di coloro che avevano “ammazzato” altre piante o piccoli animali, ci si potrebbe chiedere se non si tratti di una forma elementare di “memoria”. Le esperienze di Backster mostrano che anche le piante sono in grado di manifestare reazioni fisiche e chimiche assimilabili alle risposte biologiche che noi definiamo come “emozioni”. Tali tipi di reazioni sono chiamate “effetto Backster”.

 

 

Ma come è possibile?

 

Viene chiamata percezione extrasensoriale o ESP (acronimo dell’espressione inglese Extra-sensory perception) ogni ipotetica percezione che non possa essere attribuita ai cinque sensi. La percezione extrasensoriale è anche classificata come “settimo senso” e viene spesso confusa con il sesto senso (l’intuito). L’uso di questo termine sottintende una ipotetica esistenza di canali di informazione estranei e sconosciuti alla scienza e, infatti, gran parte degli studi al riguardo si muovono al di fuori del metodo scientifico, riguardando la parapsicologia.

 

Le percezioni extrasensoriali vengono chiamate in modi diversi a seconda della loro natura:

 

  • capacità di prevedere il futuro (precognizione)
  • capacità di percepire visivamente cose non visibili naturalmente (chiaroveggenza)
  • capacità di comunicare con il pensiero (telepatia)

 

Nel 1966, mentre faceva delle ricerche sulle modificazioni elettriche in una pianta che viene annaffiata, Backster collegò un poligrafo (macchina della verità) ad una delle foglie della piantina su cui stava lavorando. Con sua grande sorpresa, scoprì che il poligrafo registrava delle fluttuazioni nella resistenza elettrica del tutto simili a quelle di un uomo che viene sottoposto a un test della verità. Era possibile che la pianta stesse provando qualche tipo di stress? E se, per esempio, le avesse bruciato una foglia, cosa sarebbe successo? Proprio mentre pensava queste cose, l’ago del poligrafo impazzì, portandosi di colpo al massimo. Backster si convinse che la pianta doveva in qualche modo essersi accorta del suo progetto di bruciarle una foglia, la pianta gli aveva letto nella mente!

 

Nella letteratura specializzata i Fenomeni ESP sono spesso indicati anche come:
Paranormali, poiché non obbediscono alla “norma”, ossia alle note leggi dello spazio, tempo e casualità.

 

 

Coincidenze o straordinarie somiglianze?

 

Bocca carnosa e sensuale ma….vegetale!!! Psychotria elata è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Rubiacee originaria della foresta pluviale tropicale dell’America Centrale e del Sud. La sua forma molto simile a quella di due labbra femminili l’ha reso un fiore molto famoso.

 

Psychotria elata

 

Alieni o fiori???

 

E’ una pianta originaria della Terra del Fuoco con una forma molto caratteristica.

 

Aliens or flowers

 

Mamma…mamma…ho visto una scimmia nel giardino!….Figlio mio che fantasia che hai…

 

Uno dei fiori più curiosi al mondo è l’orchidea scimmia (nome scientifico Dracula Simia), una specie di orchidea piuttosto rara che ha una peculiarità decisamente curiosa: il fiore sembra riprodurre la faccia di una scimmia, specie se lo si guarda nelle giuste condizioni di illuminazione. Gli strani fiori crescono nelle regioni montagnose dei Ecuador, Colombia e Peru, ad un’altezza compresa tra i 1.000 e i 2.000 metri, e la coltivazione sembra sia decisamente difficile, il che ne fa una pianta decisamente rara.

 

Dracula Simia

 

La Pecteilis Radiata sembra un uccello in volo ma è una specie di orchidea reperibile in Cina, Giappone, Corea e Russia.

 

Pecteilis Radiata

 

Predator!!! Comunemente noto come bocca di leone è una pianta da giardino la cui forma ricorda quella di un teschio.

 

Snapdragon

 

Foto tratte da:  http://www.melabu.it/i-fiori-piu-strani-e-curiosi-del-mondo/

 

L’intelligenza delle piante è paragonabile a quella umana?

 

A differenza degli organismi animali che hanno il cervello, le piante utilizzano le loro numerose radici, che spesso sono milioni e milioni, per svolgere molte funzioni. Potremmo paragonare questo meccanismo a internet: ogni estremità della radice, detta apice radicale, lavora insieme alle altre come se fossero collegate in una rete e anche quando la pianta perde il 90 per cento o più delle proprie radici riesce a sopravvivere e continua a comunicare con gli altri organismi vegetali. Questo è un grande vantaggio sugli animali che morirebbero velocemente se perdessero le funzionalità del cervello. Le piante hanno i sensi più sviluppati rispetto agli animali dato che ogni apice radicale è in grado di rilevare e monitorare almeno quindici diversi tipi di parametri chimici e fisici allo stesso tempo. La “zona di transizione” è la parte della pianta dove viene consumato più ossigeno e dove arrivano la maggior parte dei segnali. Questi, come i neuroni del cervello umano, hanno la funzione di scambiare informazioni.

 

 

Flowerorchid

 

Le piante hanno una memoria evolutiva e possiedono abilità ESP.

 

Gli scienziati confermano che le piante hanno una memoria evolutiva e possiedono abilità extrasensoriali. Il tutto è stato testato dopo una serie di esperimenti botanici su Arabidopsis thaliana, presso il Nebraska Institute.

 

Un gruppo di botanici dell’Istituto del Nebraska ha condotto una serie di esperimenti attraverso i quali ha scoperto che le piante sono in grado di memorizzare informazioni. Esse hanno mostrato peculiarità nella memoria di lavoro, indirizzando il loro sviluppo evolutivo, per esempio, nelle stagioni di siccità e quindi le piante simulano gli effetti che hanno prodotto durante il periodo di siccità, quindi scarse piogge e sono in grado di attuare alcune misure che renderanno meno “drammatica” la loro vulnerabilità per l’ambiente stesso.

 

Durante l’indagine è stato utilizzato un modello di pianta del tipo Arabidopsis thaliana, che è stato esposto a intervalli al secco e all’umido. Più volte sottoposta a questo esperimento, la pianta è riuscita a preservare o salvare il suo consumo di umidità con maggiore abilità. Più tardi i botanici hanno analizzato i geni che si sono attivati nella Arabidopsis thaliana durante l’esperimento, e hanno scoperto che due di loro, la RAB18 e RD29B sono in grado di “rafforzare” la loro difesa in risposta allo stress, in modo che ogni volta che il modello è stato esposto a un nuovo periodo di siccità, queste piante hanno risposto con maggiore efficacia a questo problema e con molta più rapidità.

 

Il Salice e i gatti.

The Willow and the cats

 

Il posto preferito della gattina Giusy per la siesta pomeridiana era all’ombra di un vecchio salice; aveva una tale predilezione per esso che andava a ricoverarsi sotto questa pianta anche quando il clima era gelido. Quel luogo aveva senza dubbio qualche cosa di particolare, forse da esso emanavano delle radiazioni favorevoli alla vitalità degli organismi. A quanto sembra la gatta comunicò la sua scoperta agli altri felini del borgo ed essi non tardarono a prendere l’abitudine di radunarsi in quello spazio all’ombra della grande pianta. Era una scena alquanto curiosa: i gatti giungevano sotto il salice in lenta processione e ciascuno sceglieva il suo posto per trascorrervi il proprio momento di riposo. All’inizio i gatti erano solo quattro; in seguito questo insolito “salotto” all’aperto si affollò accogliendone una ventina o forse più. Rimanevano sotto l’albero per un paio d’ore, dopo di che tornavano alle proprie dimore; l’appuntamento, sia d’estate sia d’inverno era sempre intorno alle ore 15.

 

Tratto dal libro “I poteri psichici degli animali e delle piante”   dell’autore (Renzo Baschera)”.Il racconto non precisa l’epoca nella quale si svolse (che comunque è di certo il XX secolo, presumibilmente negli anni 50-60) e il luogo viene indicato in maniera generica (un paese della provincia di Asti).

 

Il corteo veniva abitualmente aperto dalla baldanzosa Giusy; poi arrivava una mamma gatta con tutta la sua prole, seguita da un gatto galante, sempre pronto a corteggiare le gattine; venivano ancora i gattini giocherelloni, che si baloccavano pure con le code degli altri ospiti; e per ultimi giungevano i saggi: due gatti spelacchiati ricchi di anni e di esperienza. Sembrava che quella lunga sosta sotto il salice avesse per quei gatti un valore terapeutico; anzi, osservando bene la scena, si sarebbe detto che fra gli animali e la pianta si fosse instaurato un muto dialogo, una sorta di scambio di informazioni.

 

Un brutto giorno però questo sereno idillio venne turbato dal proprietario del terreno che decise di abbattere l’albero per utilizzare lo spazio ove esso sorgeva in un modo che giudicava per lui più proficuo. Fu la pianta, probabilmente, che avvertì per prima il messaggio di morte; e fu ancora essa a trasmettere il suo “grido” di allarme agli amici gatti, i quali si organizzarono per impedire il “fitocidio”.

 

Allorché un uomo munito di accetta giunse davanti al salice si trovò di fronte una scena del tutto inaspettata: i gatti si erano disposti in cerchio intorno alla pianta, manifestando i loro propositi bellicosi. Alcuni avevano il pelo arruffato, la schiena inarcata e soffiavano minacciosamente; altri emettevano miagolii acuti, come se volessero lanciare un grido di guerra. L’uomo cercò di scostare i gatti, fece l’atto di alzare l’accetta per spaventare i felini, ma alla fine dovete darsela a gambe. Altri due tentativi compiuti da quella persona ebbero esito ancora più negativo, poiché colui che avrebbe voluto abbattere l’albero, per poco non fu abbattuto dai gatti. Il proprietario decise allora di rinunciare al suo progetto, accontentandosi di potare il vecchio salice.

 

Questo episodio, strano e commovente, testimonia la corrispondenza e il legame affettivo che può instaurarsi tra animali e piante e la capacità degli esseri viventi non umani, animali e piante, di percepire le grandi e misteriose forze che animano tutto l’Universo, e grazie alle quali noi tutti viviamo. Ricollegandosi alla teoria di Platone, che assimila la Natura a un organismo vivente, gli individui non sono il risultato di parti combinate assieme, ma al contrario scaturiscono da un principio semplice e unitario che sia articola nel molteplice, pur restando…Uno, e che dunque dimostra la fondamentale unità di tutti gli esseri viventi e di tutto il cosmo, unità che può essere intuita senza difficoltà da coloro che sappiano mettersi in ascolto della sublime sinfonia dell’universo.

 

Nonostante i meravigliosi progressi conseguiti dalle nostre scienze, osservò il grande medico e fisiologo Charles R. Richet, premio Nobel per la medicina nel 1913, queste ultime finora non hanno saputo spiegare l’origine di certi fenomeni eccezionali che non entrano più nella competenza delle leggi della fisica, della chimica e della fisiologia… E si tratta di fenomeni che nella storia dell’umanità sono diventati sempre più rari, perché l’uomo si è costantemente allontanato dallo spirito della natura”.

 

Nature

I nostri fratelli minori invece (piante e animali), ancorché frastornati dai molteplici inquinamenti dell’ambiente, dalla distruzione dei loro habitat naturali e dall’indegno e spietato sfruttamento al quale l’uomo li ha sottoposti, continuano a sentire il loro legame con il grandioso e mistico tempio che è la Natura: esiste sempre un magico, invisibile filo che unisce gli animali e le piante a quello che Jurgen Aschoff chiama “Zeitgeber”, il “timer cosmico”, per stabilire un comune, armonioso vincolo di vibrazioni. Ecco perché con giusta causa si può parlare di scambi di messaggi tra animali, tra animali e piante, e pur anche tra piante tra di loro.

 

Curare il proprio benessere, tenendo conto delle corrispondenze che esistono tra le piante e i pianeti, faceva parte di un sistema medico universalmente accettato in Occidente, fino alla Rivoluzione Scientifica. La concezione che ogni segno zodiacale presieda e governi una parte del corpo umano risale agli antichi Egizi, i primi per cui la Medicina si basava anche sulla relazione tra le piante e i pianeti. Questa concezione medica si evolse durante il corso della storia fino ad approdare nella Filosofia della Natura del Rinascimento, dove trovò una giustificazione teorica, rispetto a una visione globale del cosmo, e una pratica medica, comunemente accettata. L’associazione fra astrologia e medicina può far sorridere alcuni dei nostri medici contemporanei o i fedelissimi al rigore scientifico e alle leggi della chimica e della biologia, ma c’è stato un tempo in cui, per curare, si prestava attenzione agli influssi e ai moti di pianeti e astri, in quanto il corpo umano era considerato una replica in miniatura del nostro sistema solare: ogni parte anatomica trovava una corrispondenza con un segno e un pianeta.

 

Non siamo ancora in grado di fornire una spiegazione scientifica per ogni cosa ma tanti fatti ed aneddoti dimostrano senza alcun dubbio come piante ed animali, esseri che l’uomo con ingiusta e sciocca presunzione considera inferiori, abbiano saputo mantenere il contatto con le sottili energie che permeano e vivificano la Natura, e che l’uomo cosiddetto “civilizzato”, prigioniero dell’asfalto, del cemento e della tecnologia avanzata, di esigenze inautentiche e di falsi miti del progresso, ha spesso irrimediabilmente perduto.

 

 

Beautiful flower

Un prato di fiori non è un regno qualunque. Ho contato 782 re (e non ho dimenticato i narcisi e i gigli), novemila viaggiatori (e ci sono anche le farfalle e le rondini), un milione di sudditi (e ci sono anche le formiche rosse), tre giullari (ah, le nuvole!) e un miliardo di fate (piccole stelle timide che stanno lassù in cielo, nascoste dall’azzurro). E la regina? E’ un fiore rosso, laggiù nel prato, che indica l’uscita verso l’invisibile. (Fabrizio Caramagna)

Flower photo

 

I fiori sussurrano “Bellezza!” al mondo, anche come quando diventano fragili, appassiscono, cadono. (Dr. Sunwolf)

 

yellow flower

 

I fiori sono quei piccoli fari colorati del sole, da cui si si ricava la luce calda anche quando è buio e i cieli cupi ricoprono i nostri pensieri.

 

Yellow flower

 

I fiori mi hanno parlato più di quanto posso dire scrivendo. Sono i geroglifici degli angeli, amati da tutti gli uomini per la bellezza del loro carattere, perché pochi possono decifrare anche frammenti del loro significato. (Lydia M. Child)

 

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